Stampa la pagina Condividi su Google Condividi su Twitter Condividi su Facebook Commissione di Certificazione

La Commissione di Certificazione dei contratti di lavoro e di appalto

Organismo abilitato alla certificazione

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CHE COS’È LA CERTIFICAZIONE

La certificazione dei contratti di lavoro e di appalto, introdotta dal D. Lgs. n. 276 del 2003 (c.d. Riforma Biagi) con l’obiettivo di ridurre il contenzioso in materia di qualificazione dei contratti, è una procedura volontaria mediante la quale le parti, sia al momento della stipulazione del contratto sia durante lo svolgimento dello stesso, possono chiedere e ottenere da determinati soggetti, denominati Commissioni di certificazione, un accertamento sulla qualificazione del contratto di lavoro volto a garantire una maggiore certezza sulla natura e sulle caratteristiche del modello contrattuale adottato.

Le più recenti modifiche ed integrazioni dell’istituto sono contenute nella Legge n. 183 del 2010 (c.d. Collegato Lavoro) che ha ampliato le competenze delle Commissioni stabilendo, tra l’altro, che presso le medesime possano essere concluse rinunzie e transazioni in materia di diritti dei lavoratori derivanti da disposizioni inderogabili della legge o dei contratti collettivi, rinunce e transazioni che, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2113, comma 4, del Codice Civile, non possono essere oggetto di impugnazione.

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I VANTAGGI DELLA CERTIFICAZIONE

La certificazione presenta notevoli vantaggi sia per i lavoratori sia per le aziende in quanto la Commissione di Certificazione, costituita da soggetti altamente qualificati, assiste attivamente le parti nella redazione del contratto e ne verifica e convalida la regolarità formale e sostanziale, qualunque sia il modello contrattuale prescelto (lavoro autonomo, subordinato, coordinato, ecc.). Con la certificazione, quindi, le parti sono sicure della “qualità” dei contratti stipulati.

Gli effetti della certificazione sono importanti, oltre che sul piano della certezza del diritto, anche su quello della resistenza del contratto in caso di controversia, in quanto la certificazione dispiega i propri effetti non solo nei confronti delle parti ma anche nei confronti dei terzi e previene il contenzioso giudiziale in materia di qualificazione del rapporto.

Il vero e proprio incentivo alla certificazione risiede negli effetti che essa produce nei confronti dei terzi, compresi Enti previdenziali (I.N.P.S. e I.N.A.I.L.), Pubblica Amministrazione e Amministrazione Finanziaria.

Ai sensi dell’art. 79 del D.Lgs. n. 276 del 2003, infatti, “gli effetti dell’accertamento dell’organo preposto alla certificazione del contratto di lavoro permangono, anche verso i terzi, fino al momento in cui sia stato accolto, con sentenza di merito, uno dei ricorsi giurisdizionali” promossi avanti al Giudice del lavoro o al TAR di cui all’art. 80.

Gli organismi di vigilanza del Ministero del lavoro, degli enti previdenziali, dell’Agenzia delle Entrate etc.. possono, dunque, contestare la certificazione soltanto attraverso la promozione di un’azione giudiziale.

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LA PROCEDURA PER RICHIEDERE LA CERTIFICAZIONE

L’attività della Commissione ha inizio su istanza firmata congiuntamente delle parti richiedenti che va inviata alla Commissione di Certificazione a mezzo raccomandata a.r. ovvero mediante consegna a mano ovvero mediante procedura telematica.

Sono requisiti essenziali dell’istanza, tra gli altri, l’indicazione dell’Attività richiesta alla Commissione; l’allegazione di copia dei contratti, anche in bozza, qualora la loro certificazione costituisca l’oggetto dell’Attività richiesta alla Commissione; la sottoscrizione in originale delle parti e, nel caso che una o entrambe le parti non siano persone fisiche, l’indicazione della legale qualità dei firmatari; l’allegazione di copia del documento di identità dei firmatari.

L’attività è portata a termine entro trenta giorni dal ricevimento dell’istanza, salva la necessità di acquisire ulteriore documentazione.

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[Ultima modifica: venerdì 23 novembre 2018]